venerdì 30 dicembre 2011

Tom Waits

Tom Waits
"Bad As Me"
Anti
A sette anni di distanza da “Real Gone” e a quattro da “Orphans”, Tom Waits è tornato  con un album nuovo di zecca, molto atteso per verificare lo stato di salute di un musicista tra i più rappresentativi della storia musicale americana. Ed è un rientro che suona come una sorta di percorso avanti e indietro lungo la carriera dell'artista di Pomona, tanto vario nei contenuti quanto ricco di auto-citazioni. A tal punto che non sarebbe poi così azzardato consigliare, a chi si accosta per la prima volta a Tom Waits, di partire proprio da “Bad As Me”. Infatti qui, come raramente altrove, sono rappresentate le sue diverse anime, quella maggiormente intimista dei primi anni e quella più ostica e scorbutica da “Swordfishtrombones” in poi, sempre con la capacità di reinterpretare la tradizione in un'ottica talmente personale da risultare unica. In parte è un ritorno al passato, ma pure un incoraggiante passo avanti, che manifesta la voglia di raccontare ancora nuove storie, con quella inconfondibile ed impareggiabile voce. Tra i collaboratori, accanto alla conferma del sodalizio artistico, oltre che sentimentale, con Kathleen Brennan, spicca al solito la chitarra di Marc Ribot, da tempo tratto distintivo delle canzoni di Waits, ma c'è anche e soprattutto Keith Richards - di quei Rolling Stones omaggiati in “Satisfied” - il quale, oltre ad offrire la propria sei corde, duetta al microfono nella struggente “Last Leaf”. Da segnalare che il cd esce in doppia versione, quella normale e quella deluxe, quest'ultima con un cd in più con altri tre brani inediti.
Guido Siliotto

Nessun commento:

Posta un commento