martedì 22 giugno 2010

S.U.S. Succede Una Sega

S.U.S. Succede Una Sega
“Il cavallo di Troia”
S.U.S. / A Buzz Supreme
“La gente dice che non conto / arrivo a dieci e sono stanco”. “Rimpiango l'utero luogo senza fretta / cavo calmo caldo in cui nulla si aspetta”. Sono solo un esempio delle liriche contenute in questo “Il cavallo di Troia”, album dei S.U.S. Succede Una Sega, all'esordio con 10 anni di gavetta alle spalle. Già scegliere una frase del genere per darsi un nome vorrà pur dire qualcosa. In effetti, il trio capitanato da Alessio Chiappelli manifesta fin dal primo ascolto, come tratto distintivo, una certa vena irriverente, da “toscanacci”. Non è una novità, del resto: la cosiddetta scena toscana ha questa caratteristica piuttosto diffusa, che rappresenta, a seconda dei punti di vista, la classica marcia in più o, al contrario, un punto a sfavore e un insuperabile ostacolo a scavalcare i confini regionali. Sta di fatto che le canzoni dei S.U.S. non deludono affatto e meritano attenzione anche da un punto di vista delle sonorità, muovendosi bene tra influenze più o meno consapevoli: indie-rock da una parte, funk dall'altra, con una innegabile vena cantautorale. Insomma, una miscela che potrebbe portare lontano.
Guido Siliotto

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