venerdì 1 febbraio 2013

Tuono Pettinato / Francesca Riccioni


Tuono Pettinato / Francesca Riccioni 
"Enigma - La strana vita di Alan Turing"
Rizzoli Lizard, pp. 120, euro 16
Disegnato dal fumettista pisano al secolo Andrea Paggiaro, ma noto come Tuono Pettinato, e scritto dalla livornese Francesca Riccioni, il libro, come recita il sottotitolo, è una biografia romanzata di Alan Turing, scienziato inglese famoso soprattutto per aver contribuito alla creazione di Colossus, un sistema in grado di decifrare le comunicazioni dell’esercito tedesco durante la Seconda guerra mondiale, ponendo così le basi per la scoperta dell’intelligenza artificiale. Tuono Pettinato non è nuovo nell'affrontare le biografie: già con la Riccioni si era occupato di "Galileo! Un dialogo impossibile" e sempre per Rizzoli Lizard aveva realizzato il fortunato "Garibaldi - Resoconto veritiero delle sue valorose imprese ad uso delle giovini menti". Il suo è ormai un tratto inconfondibile, un piglio giocoso e coloratissimo. Gioca con le vignette, non ne rispetta i confini, così le immagini qua e là esplodono, invadendo la pagina. Le vicende di questo geniale scienziato sono raccontate però da una prospettiva umana, molto umana, evidenziando i suoi problemi, a cominciare dalla repressione subita da una società retrograda e puritana a causa della sua omosessualità: innamorato di un compagno di college che però morirà prematuramente, sarà persino costretto alla castrazione chimica e, infine, sceglierà la via del suicidio, ma in maniera spettacolare, col morso ad una mela avvelenata come Biancaneve, favola dalla quale era ossessionato. Vicende tragiche, dunque, ma raccontate con leggerezza ed ironia e tanta tenerezza nei confronti di quest'uomo così brilante quanto sfortunato.
Guido Siliotto

sabato 20 ottobre 2012

Fausto Rossi

Fausto Rossi
“Blank Times”
Interbeat
Non chiamatelo Faust’O, non ve lo perdonerebbe. Quegli anni sono andati e lui, ora, è solo Fausto Rossi, ma il culto nei confronti di uno degli artisti più preziosi del rock italiano rimane intatto e ogni suo disco è atteso con trepidazione.
Con questo nuovo cd, “Blank Times” abbandona la presa di posizione estrema del disco precedente (dove “uccideva” le canzoni con un insopportabile feedback) e si propone con una manciata di ottimi brani venati di blues, con liriche in italiano e in inglese dove prevale un’osservazione amara sui condizionamenti della società e le difficoltà a rimanere liberi ("Scende il Cristo dalla croce / dice - et voilà, non esiste Dio / Ah! Ah! Ah!").
Un’opera, al solito, di grande intensità.
Guido Siliotto



Hoquets

Hoquets
“Belgotronics”
Crammed Discs
C’erano un francese, un belga e un americano… No, non è una barzelletta, tutt’altro: sono gli Hoquets, una delle più fresche proposte arrivate di recente dall’etichetta belga Crammed Discs. Suonano strumenti che si costruiscono da soli, che poi tentano di vendere ai concerti, e si ispirano in egual misura ai ritmi dell’Africa come al punk-funk più ballabile. Il loro album d’esordio si chiama “Belgotronics” e se questo fosse un mondo perfetto il cd girerebbe nelle autoradio di chiunque, accompagnando le gite al mare. Ironici e divertenti, provano persino a proporre un ballo, lo “Chaud Boulet”, con tanto di mosse spiegate nel libretto interno del cd. Davvero irresistibile.
Guido Siliotto

venerdì 19 ottobre 2012

Matteo Guarnaccia / Giulia Pivetta

Matteo Guarnaccia / Giulia Pivetta
"Dreamers & Dissenters. Viaggio Illustrato Tra Le Mode Degli Anni Sessanta"
Vololibero, pp. 140, euro 20
L'idea è davvero intrigante: raccontare gli anni Sessanta attraverso una serie di tavole disegnate, all'interno delle quali inserire brevi didascalie per descrivere i fatti più rilevanti, ma anche quelli più effimeri o le semplici curiosità. È venuta a Matteo Guarnaccia, attento osservatore della realtà, da sempre inserito in contesti artistici, letterari e di costume, insieme alla giovane collaboratrice Giulia Pivetta. In "Dreamers & Dissenters. Viaggio illustrato tra le mode degli anni Sessanta" questo magico decennio non è un periodo di tempo, ma un luogo da visitare e indagare. L'attenzione si posa sui fatti epocali, quelli che hanno cambiato il mondo, come lo sbarco sulla Luna, la guerra in Vietnam, il trapianto di cuore, ma anche su quelli legati al costume, dalla moda alla pubblicità, dalle riviste ai miti del cinema e della musica. Le didascalie inserite fra i disegni suggeriscono una chiave di lettura mai retorica, anzi sempre leggera e ironica. Colpisce la qualità dei disegni, accuratissima nel descrivere vestiti, tendenze, tic e atmosfere di un periodo che appare oggi, in tempi in cui la fantasia trova sempre più con difficoltà lo spazio per liberarsi, davvero irripetibile.
Guido Siliotto

Andrea Bruno / Vasco Brondi

Andrea Bruno / Vasco Brondi
"Come Le Strisce Che Lasciano Gli Aerei"
Coconino Press, pp. 96, euro 16
Tre personaggi che si muovono in una città cupa e fredda e in un'Italia che non sa dare un futuro - ma neppure un presente - ai propri ragazzi e a quanti arrivano con la speranza di trovare qualcosa di diverso, un'opportunità. Lei è Micol, capelli rossi, pony-express, poi c'è Rashid, immigrato nordafricano con la maglia della nazionale italiana e infine Rico, ladro di rame. Punto d'incontro uno squallido phone center, ma anche stanze in affitto, case occupate, una rivendita di kebab, mentre in cielo gli aerei lasciano una scia che testimonia l'ansia di muoversi e invita a partire, andare lontano. "Con tutto il casino che io ho fatto per arrivare qui, tu te ne vai?" dice Rashid a Micol quando lei gli annuncia l'intenzione di provare una via di fuga. C'è la pioggia, c'è la droga, c'è la polizia e c'è perfino il tentativo di un amore che però fallisce perchè è persino difficile trovare un posto dove stare insieme a leggere "I sotterranei" di Kerouac. "Come le strisce che lasciano gli aerei" (Coconino Press, pp. 96, euro 16) è una storia raccontata con dialoghi scarni, ma incisivi, da Vasco Brondi, cantore dei ventenni come Le luci della centrale elettrica (la copertina del suo primo album era un disegno di Gipi), e il bravo Andrea Bruno, talentuoso disegnatore tra i fondatori di Canicola, che utilizza il colore per macchiare il grigiore della città e degli interni, così come i volti dei protagonisti.
Guido Siliotto

domenica 7 ottobre 2012

Uggeri / Giannico / Mauri

Uggeri / Giannico / Mauri
“Pagetos”
Boring Machines
La copertina, così come i titoli delle sei tracce ivi contenute, è persino fin troppo esplicita e in qualche modo condiziona l’ascolto della nuova opera firmata da Matteo Uggeri (tromba e batteria), Francesco Giannico (piano) e Luca Mauri (chitarra), ultimo capitolo della quadrilogia “Between The Elements”. Il dettaglio di un paesaggio innevato fa da sfondo alle sonorità di “Pagetos”, uno scenario che si materializza grazie alle pennellate dei musicisti, frutto d’improvvisazione. Una prova convincente per il trio, capace di realizzare quaranta minuti di musica sperimentale, ma assai evocativa, anche grazie all’aiuto di Franz Krostopovic al violino e Andrea Serrapiglio ai campionamenti.
Guido Siliotto



MAGIMC

MAGIMC
“Polishing The Mirror”
Amirani
L’instancabile etichetta discografica Amirani guidata da Gianni Mimmo offre ancora un’altra occasione per gli amanti della musica improvvisata di gustare i frutti dell’incontro di tre bravi musicisti la cui unica legge è assecondare l’ispirazione del momento nell’interagire reciprocamente. Il nome del progeto è MAGIMC, dalle iniziali degli artisti coinvolti: Edoardo Marraffa al sax, Thollem McDonas al pianoforte e Stefano Giust alla batteria. La musica contenuta in “Polishing The Mirror”, registrata dal vivo a Bologna, è energica e vitalissima, a tratti davvero entusiasmante. Senz’altro una delle uscite migliori nel comunque prezioso catalogo di Amirani.
Guido Siliotto